La Comunità

La Corte del Vento è un luogo con una presenza e personalità proprie, come può sperimentare chiunque venga qui.
Noi ne siamo i custodi, i prossimi abitanti, gli agricoltori, i celebratori… in altre parole la comunità che la anima, assieme ai molti esseri ed elementi del mondo naturale.

Eccoci qui

 

Erica

Erica e modellino Casa Madreericaorto

Mi chiamo Erica e vivo tra le montagne da molti anni. 

Ho già fatto un'esperienza​ di vita comunitaria sull'appennino toscano, nella quale ho sperimentato autosufficienza e abbondanza nonostante lo stile di vita semplice.

 

Il contatto con la terra è la mia linfa vitale, ciò che mi anima e nutre.
Il mio rapporto con l'agricoltura e più in generale il mio stile di vita si fonda sull'imitazione dei modelli naturali.

Ho incontrato la Corte del Vento perché le vicende della vita mi hanno portato qui vicino, proprio in un periodo in cui stavo cercando occasioni o luoghi per creare alternative sostenibili.

Mi auguro che si rafforzi in questo luogo una comunità di persone che riescano a produrre resilienza permanente e a mettere in atto la Visione che abbiamo scritto assieme.

 

  

Alessandro

Foto Alessandro ZaneSono Alessandro, ho scelto di vivere in contatto con la natura perché mi sento parte della natura, e la vita comunitaria perché mi riempie di vita intrecciare il mio percorso con il percorso di altre persone.

 

 

 

 

 

 

   

Barbara

Barbara mindfulness ott 2017Mi chiamo Barbara e faccio parte del progetto dal 2010. 

Una parte di me fa già parte di questi luoghi ... mia madre è del Tretto.

Desidero vivere in armonia con la natura, in leggerezza e consapevolezza. Foto di gruppo Corte del Vento 2017

Amo la natura, la montagna, lo sport, gli animali, ballare, viaggiare e circondarmi delle cose belle.

Amo sentire il profumo ed il calore del legno ed un mio sogno è vivere in una casa autocostruita con materiali genuini in armonia con la natura.

Amo coltivare relazioni, gli abbracci e ridere.

Amo la Vita.

 

 

 

Caterina e Nicolas

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Siamo Caterina e Nicolàs, rispettivamente di Mestre e di Buenos Aires. Ci siamo conosciuti 9 anni fa in Patagonia, dove Nicolas, Caterina e famiglia abbiamo conosciuto anche la permacultura ed un'altra maniera di vivere, più in contatto ed in sinergia con la natura. La Patagonia è stata per noi lo spartiacque. Da quel punto della nostra vita in poi, tutto ha avuto un diverso sapore, una diversa direzione ed un diverso scopo.

Stiamo chiudendo una esperienza di gestione di un ostello in Valle d'Aosta, e ci stiamo avvicinando alla Corte del Vento per condividere la quotidianità con persone simili a noi.

Abbiamo due bimbe, di 5 e 2 anni e ci piacerebbe che nella comunità ci fossero altre famiglie con bambini, per vivere assieme la meravigliosa avventura dell'essere genitori e perché le nostre bimbe possano crescere libere, ma in compagnia.

Amiamo il bosco, il mare, i progetti, ridere, camminare in montagna, mettere le mani nella terra, mangiare bene e consapevolmente, andare in bici, la risata dei bimbi, una serata intorno al fuoco, la birra artigianale, un buon vinello, viaggiare.

  

 

Lia

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Sono Lia e mi sono avvicinata a questo progetto nel 2012. 

Il vento è sempre stato molto importante nella mia vita, e pur avendo frequentato il gruppo del vecchio progetto in maniera meno assidua di altri, sono sempre stata presente nei momenti cruciali. Scelta nome Corte del VentoRicordo la sera in cui dovevamo scegliere il nome dell’ecovillaggio. Non sapevo nulla dei lavori fatti in precedenza per sondare il campo, e alla fine le preferenze del gruppo erano separate a metà tra Corte Granda e Col del Vento.

Ho dato il suggerimento di unire i due nomi, la Corte, che rendeva onore alla comunità, e il Vento, energia dominante e parte del nome del luogo, e così il gruppo ha scelto il nome Corte del Vento.

Mi auguro che il vento porti semi di vita, che ci dia la sua forza e la sua dolce freschezza.

 

 

 

   

 Andrea

Andrea

Fin da ragazzo mi ha appassionato co-creare con gli altri occasioni di bellezza, creatività, dialogo, inclusione, relazione e star bene. Dai giornalini d’istituto, all’associazionismo studentesco, dalle mostre d’arte collettive tra giovani artisti all’impegno sociale e politico.
Poi la scoperta del mondo del contatto. Quello con le mani, nel massaggio, quello tra gli animi e le energie, quello con ciò che è dentro me, in consapevolezza, in meditazione.
Da sempre poi un senso di profondo nutrimento nello stare in natura, un rispetto per gli elementi che con il tempo viene rafforzato dalle conoscenze dei popoli nativi.
Accanto la vita “normale” scorre, il lavoro e le altre faccende, ma ciò che è davvero importante non posso più relegarlo ai weekend esperienziali, ai corsi, all’organizzazione di eventi. Sento il bisogno che ciò che è importante occupi la parte prevalente del mio tempo, e sento che vorrei condividere le mie giornate con una tribù di simili, che agiscono con il cuore e la pancia e non solo con la testa, che non hanno timore di entrare in relazione, che si sentano parte di un tutto, da rispettare e di cui prendersi cura, che siano folli e belli, fieri della propria forza e onesti con le proprie debolezze.
Avevo sentito parlare di gente che viveva assieme in comunità e accarezzavo l’idea, chissà mai quanto lontana nel tempo, che un giorno ci sarei potuto andare a vivere anch’io. Era fine 2008.
Nel 2009 mi arriva la notizia che qui a Schio, dove già vivevo, c’era un gruppo che voleva fondare un’ecovillaggio. Cerco un contatto, e mi incontro con Fabio, che già conoscevo. Un giorno di sole sul terrazzo di Casa Esta, il cohousing che da pochi giorni il proto-gruppo comunitario stava abitando, e c’è tra noi un dialogo di cuore e di apertura. Quel giorno si accende un sì dentro di me, un sì che negli anni non ha più vacillato, una scelta che si è rafforzata e della quale ringrazio ancora.
Da allora tanta vita e incontri, conoscenza, trasformazioni, sofferenze, lacrime, sorrisi, scontri, conflitti, intuizioni, visioni, azioni. San Rocco Community, danza e fatica, desiderio di indirizzare e proteggere, rendermi conto che tutto quanto stava avvenendo andava già bene così. Piano piano entro in relazione con il luogo, che si fa chiamare Corte del Vento. Con il suo spirito, che nell’anno buio in cui tutto sembrava perduto, interrogo e mi risponde, con la Casa Madre, che incompiuta restava al centro, nella quale entravo come luogo sacro portando il peso delle incertezze profonde e la luce di quel sì che ormai era un lumicino. Ne uscivo ogni volta rafforzato e sollevato, con una gioia e una determinazione radicate che mi hanno permesso di essere a servizio e testimone della rinascita del progetto. Era il 2017.
In questi anni nel mezzo ho cercato di dare un significato alla parola ecovillaggio e comunità, scoprendolo nelle esperienze degli altri, in Italia e all’esterno. Migliaia di chilometri e, messi assieme, mesi di incontri con il popolo multicolore della RIVE e dei cohousing, dei permacultori e dei transizionisti. In RIVE soprattutto sono cresciuto, ho ricevuto e ho potuto dare, ho partecipato a una trama di esperienze e informazioni, di vite coraggiose e semplici, di scelte radicali e di serenità con l’essenziale, che mi hanno dato forza e grande ispirazione.
Ringrazio anche Erica, compagna nella vita, che negli ultimi anni è stata una grande anima del luogo e della rinascente comunità, mia figlia Amaltea, che mi dà un motivo in più per essere qui, e ringrazio tutti coloro con cui ho condiviso comunità dal 2009 ad oggi.
Adesso sono aperto al futuro, a quello che avverrà qui alla Corte, a quello che attrarremo con la nostra Visione e il nostro fare, a camminare assieme a miei compagni di viaggio, a lavorare e a celebrare, ad accogliere le molte pagine che ancora sono da scrivere.
Con tutto me stesso, oltre me stesso.

 

 

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Tags: ecovillaggio, comunità